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simulatore di guida

Cosa deve avere un simulatore di guida per essere considerato tale?

Perfezionati come evoluzione dei classici “racing game”, e destinati ad un pubblico sicuramente più professionale e intenzionato ad aumentare le proprie capacità di guida su strada, un simulatore di guida virtuale riesce a riprodurre, seppur entro un certo limite, lo stesso feeling che si prova a contatto con l’asfalto con le principali marche di autovetture, indipendentemente dal fatto che siano GT, auto da corsa oppure semplici veicoli stradali.

Grazie ad un’emulazione della fisica e dell’aerodinamica sempre più evoluta e al passo coi tempi, i simracing game ci promettono nella maggior parte dei casi prestazioni convincenti; tuttavia è necessario che il racer alla guida abbia un certo grado di esperienza per poter distinguere un simulatore di serie A da un prodotto approssimativo.

1) Simulatore di guida e fisica realistica del mezzo

Questo è possibile conoscendo in anticipo, o direttamente durante i test su strada, i parametri e la calibratura dell’assetto delle auto del roster a nostra disposizione, includendo parametri come l’engine mapping (mappatura del motore), la qualità e la risposta delle sospensioni, tenuta dei pneumatici / grip nelle curve e nelle chicane, immancabili nei circuiti di medio ed alto livello, ed infine il funzionamento dell’aerodinamica della macchina, da cui dipenderà sia il nostro stile di guida che l’assetto lungo i circuiti del campionato che ci predisponiamo ad affrontare.

2) Un vero simulatore di guida non è un arcade

E’ del tutto chiaro che, parametri di alta precisione come questi, possono essere simulati in-game dalle software house ben intenzionate ad andare oltre un semplice prodotto di genere Arcade, in cui le differenze tra auto e soprattutto la fisica del gioco sono frutto di alta approssimazione. Ciò viene reso possibile grazie a computer software di livello particolarmente elevato, i cosiddetti “physics engine” o motori fisici di gioco. Si tratta di applicazioni capaci di simulare collisioni, tenuta di strada, situazioni di intemperie o incidente e di rispondere in maniera realistica alle sollecitazioni e gli input del guidatore, in qualsiasi condizione si trovi.

Molto spesso tali motori fisici di gioco vengono creati dalle software house stesse che si occuperanno della produzione della simulazione; anche se ciò non costituisce necessariamente un elemento di maggior qualità: i physics engine possono essere anche sviluppati da terze parti, che possono avere a disposizione maggiori risorse per testare la risposta aerodinamica del mezzo, l’usura delle gomme e soprattutto il comportamento dell’auto in condizioni di clima instabile.

Uno degli esempi più celebri di game engine di successo è integrato nelle simulazioni rFactor, GTLegends, BMW M3 Challenge e GTR 2 , ovvero isiMotor, sviluppato sotto licenza di Image Space Inc. La sua struttura aperta e l’elevato grado di realismo gli hanno garantito un ampio seguito anche tra i developer amatoriali più affezionati ai giochi di guida e alle simulazioni professionali, che ne hanno ricavato dei tweak adatti a percorrere i circuiti anche con mezzi non specificamente studiati per certi tipi di terreno, operazione che – per quanto interessante da un punto di vista didattico – non è comunque in grado di offrirci come risposta una simulazione fisica di racing realistico.

3) Simulatore di guida: tecnologia laserscan e l’asfalto dinamico

Un altro aspetto importante che un simulatore di guida deve possedere è la capacità di riprodurre diverse condizioni di asfalto della pista, simulando situazioni caratterizzate da scarsa aderenza (ad esempio durante le giornate fredde) e situazioni in cui la pista si presenta in ottimo stato.

E’ d’altronde importante che i circuiti che ci accingiamo a testare a bordo dei nostri mezzi virtuali, siano stati sottoposti ad un trattamento particolare in fase di pre-realizzazione e riproduzione su schermo, ovvero il laser scanning. Si tratta infatti di un metodo di rilevazione geografica professionale in grado di ricoprire l’intera lunghezza ed ampiezza della pista, combinando immagine HDR e fotografia di altissima risoluzione per ottenere un “calco” tridimensionale della pista, fedelissimo all’originale e ottimizzato per la guida sportiva.

Tra i circuiti più famosi ricreati con questa tecnologia poligonale ricordiamo, assieme a decine di altri esempi, SPA Francorchamps e il Nurburgring-Nordschleife, pista tedesca preferita dai piloti professionisti per via del suo altissimo numero di curve particolarmente impegnative e i livelli di pendenza variabili.

4) L’audio nei simulatori di guida non è una colonna sonora

Consideriamo infine, come fattore preminente per valutare la qualità di un simulatore di guida, l’audio. Al di là di una colonna sonora che potrebbe distrarre i simdriver dal raccogliere in una frazione di secondo quante più informazioni possibili sul circuito, il sound derivante dalle diverse meccaniche del mezzo, motore in primis, è sicuramente in grado di conciliare la guida e rendere il pilota più consapevole di essere in una simulazione realistica.

Indipendentemente dal fatto che la nostra simulazione sia un prodotto ufficiale per F1 o Gran Turismo, oppure una mod dedicata ad esempio alla Formula 3 o al Karting, un buon sound avvolgente permetterà di vivere ancora più seriamente la gara, sentendo tutta l’emozione dell’adrenalina su pista.

Queste sono, a mio parere, le principali caratteristiche tecniche che deve avere un simulatore di guida. Quali sono le vostre? 🙂

About Dario

Dario De Vita, 26 anni, appassionato di simracing e tutto quello che riguarda il mondo dell’automobile in generale. Utilizzo i simulatori di guida fin dalla più tenera età, iniziando con GP4, passando per il primo rFactor per arrivare all’ultimo uscito Assetto Corsa, con il quale ogni anno partecipo ai più importanti campionati nazionali, anche internazionali, organizzati da portali esterni, ottenendo spesso dei buoni risultati. Sempre informato sulle ultime novità del mondo simracing. Scrivo articoli di approfondimento su diversi simulatori di guida cercando sempre di essere obbiettivo e mai di parte.

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