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Paolo Muià rende omaggio a Stefan Bellof con un giro al Nordschleife

Paolo Muià

Sul mio blog ho già avuto occasione di farvi conoscere Paolo Muià quando ha realizzato il tempo stratosferico di 2 minuti e 14 secondi sul circuito di SPA-Francorchamps durante un campionato organizzato dal portale SimRacingZone con le Ferrari 458 GT2.

Oggi voglio tornare a parlare di lui perchè recentemente ha voluto rendere omaggio a Stefan Bellof tramite un altro super giro, questa volta al Nordschleife. Stefan Bellof è stato un pilota automobilistico tedesco che è riuscito a mettersi sotto ai riflettori già alla tenera età, mostrando il suo immenso talento al mondo intero.

Una delle sue più strabilianti imprese è senza dubbio il giro record, tutt’oggi ancora imbattuto, ottenuto sul lunghissimo circuito tedesco a bordo di una Porsche 956 durante la sessione di qualifica del 1983. L’omaggio di Paolo Muià è dedicato proprio a questa impresa che il pilota tedesco è riuscito a fare, ecco le sue parole:

Nel 1983, un uomo, a bordo di una delle auto più estreme mai costruite, fece un giro sul circuito più difficile e pericoloso del mondo.. Erano altri tempi, era l’epoca nella quale si costruivano auto “troppo veloci per correre”, non si aveva chiaro il concetto di “sicurezza”, la gara principale era tra le case costruttrici, un’assurda gara a chi riusciva a costruire e far correre il “mostro più cattivo”. Come toccò a molti in quegli anni, anche quell’uomo rimase vittima di quell’assurda voglia di strafare, ma ci ha lasciato quel giro, quel tempo, imbattuto. Sono passati 33 anni, anni di progresso tecnologico sotto tutti gli aspetti, e sicuramente un’auto in grado di battere quel tempo da qualche parte esiste; Ma 33 anni fa non esisteva nè l’elettronica, nè il cambio sequenziale; l’entrata del turbo era violentissima e doveva essere gestita, domata… Si doveva guidare d’anticipo, e d’attesa, e sbagliare un “punta/tacco” in scalata significava farsi male… Sicuramente sarà anche possibile battere quel tempo, ma sempre sicuramente non con quelle auto; per guidarle servivano gli attributi, quegli uomini erano degli eroi.

Oggi grazie ai moderni simulatori di guida, alle loro vetture ufficiali licenziate dalle case costruttrici per le quali ne forniscono i dati reali, e alla tecnologia “laserscan” dei tracciati che riproduce alla perfezione ogni millimetro del circuito, possiamo rivivere le gesta di quegli eroi, i nostri miti. Questo è il mio omaggio a Stefan Bellof, mito da quando ero bambino. Ho voluto lasciare aperta l’app della velocità, in modo da far avere un idea di cosa significasse guidare quelle “bestie”, gia difficilissime da tenere in strada sul sim, neanche immaginando cosa sarebbe significato guidarle realmente, e senza scordare neanche per un secondo che Lui, quel giro l’ha fatto davvero… Chapeau

Dario
Dario De Vita, 25 anni, appassionato di simracing e dei simulatori di guida come Assetto Corsa, iRacing, rFactor e Raceroom.

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